15/nov/2009

Il crocefisso. Simbolo di cosa?

A sentire gli strenui difensori del crocefisso, questo sarebbe il simbolo della fratellanza umana e della carità, della cultura e della tradizione di questo paese, un concentrato di valori che non può dar fastidio a nessuno che non sia un laicista cristianofobico.

Senonché, il crocefisso, oltre ad essere un simbolo culturale è anche il marchio di fabbrica di una specifica religione, non certo della religione di tutti, meno che mai dell'ateismo di qualcuno (più di qualcuno, per la verità).
Nonostante la sbandierata universalità simbolica del crocefisso, sembra proprio che questo non tolleri altri simboli accanto a sé. Non è possibile accompagnarlo infatti a qualche passo del Corano, come accadde con il caso Smith, né alla Menorh ebraica, come ha dimostrato il caso Tosti.
Ciò pone il crocefisso come simbolo soprattutto di un privilegio, di un privilegio che nega l'eguale diritto all'altro, al diverso da sé, dividendo i cittadini in due categorie: quelli che possono manifestare il proprio credo, anche attraverso i simboli esposti nella scuola pubblica, e quelli che non possono.

Di più.
Alcune delle religioni discriminate oggi dallo Stato e alcuni dei cittadini di serie B che non godono degli stessi diritti del cattolico integralista, appartengono proprio a quelle fedi che sono state, da chi brandiva il crocefisso come arma temporale contro la libertà di religione e di pensiero, perseguitate duramente. E non è un dettaglio da nulla.
Non si capisce perché un ebreo, un valdese* o un ateo/agnostico, debba rimanere indifferente alla presenza in luoghi pubblici (cioè di tutti) di quel crocefisso che tanta sofferenza ha portato loro lungo la storia; perché dovrebbe sentirsi rappresentato dal simbolo dei loro persecutori?
Non nego che possa accadere. Può anche capitare che un ebreo o un valdese si compiaccia della presenza del crocefisso negli edifici scolastici, ma tale compiacenza non può essere un obbligo, non può essere cioè imposta l'accettazione di un simbolo così smaccatamente di parte a chi non la pensa allo stesso modo.

Oggi?
Da qualche anno la chiesa è entrata prepotentemente nell'agone politico.
E' l'inevitabile conseguenza della libido impositiva che ormai pare la domini completamente, lo testimoniano in modo inequivocabile le continue pressioni sui diversi governi perché legiferino secondo i suoi dettami.
Non affidandosi alla libera coscienza dei credenti, ma pretendendo al contrario l'obbedienza di tutti attraverso il vincolo della legge statale, inevitabilmente la chiesa ha finito per schierarsi dalla parte politica che più si mostra sensibile alle sue pretese temporali.
Quel simbolo, che si vorrebbe universale, è in realtà di parte, perché ormai ridotto a strumento politico. Per convincersene basta ritornare con la memoria al referendum sulla Procreazione medicalmente assistita, dove a chi voleva abrogare la Legge 40 si opponevano dei sedicenti difensori della vita che accusavano i loro avversari, partiti politici compresi, di essere per la morte, il tutto con l'appoggio dichiarato della chiesa che arrivò a mobilitare le parrocchie e ad invitare all'astensione l'elettorato.
Da tutto ciò si comprende come quel simbolo abbia ormai anche, forse soprattutto, una valenza politica, oltre che religiosa.

Si potrebbe obiettare che questi argomenti non colgono nel segno: il crocefisso non rappresenta affatto quel che finora qui si è scritto, non bisogna infatti confondere il senso religioso della croce con l'uso strumentale che politici e religiosi possono farne.

Eppure non è così, si pensi al simbolo della svastica: il suo significato nulla ha a che fare con il nazismo, eppure se un nazista l'affiggesse in un aula sarebbe, giustamente, immediatamente rimossa. Il significato e il valore di un simbolo, come tutti ben comprendono, è determinato anche dalla sua storia, dai significati che ad esso si possono associare in virtù di eventi che lo hanno caratterizzato nel tempo.

Era il 17 febbraio del 1600, Giordano Bruno si trovava legato al palo in attesa di essere arso vivo, un frate gli avvicinò un crocefisso, lui volse il capo.
In uno Stato laico e librale, nessuno dovrebbe essere costretto a fare lo stesso.



* Una sentenza a tutela della laicita' e della liberta' di tutti
Da www.chiesavaldese.it

A poche ore dalla sentenza della Corte per i diritti umani di Strasburgo, la past. Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, esprime un giudizio positivo. "E' una sentenza importante che finalmente inquadra la questione dell'esposizione dei simboli religiosi in una cornice europea di laicità e di tutela dei diritti di tutti: di chi crede, di chi crede diversamente dalla maggioranza e di chi non crede. Ancora una volta emerge la fragilità, logica prima e giuridica dopo, della tesi secondo cui il crocefisso imposto nelle aule italiane non è un simbolo religioso ma sarebbe l'espressione della cultura nazionale. La verità è che il crocefisso nei luoghi pubblici, come il privilegio dell'Insegnamento religioso cattolico, rimandano all'Italia di un tempo antico e dello stato confessionale. La sfida oggi - conclude Maria Bonafede - è invece quella del pluralismo delle culture e della convivenza tra chi crede e chi non crede nel quadro del valore costituzionale della laicità".

3 novembre 2009

7 commenti:

lector ha detto...

"Non si capisce perché un ebreo, un valdese o un ateo/agnostico, debba rimanere indifferente alla presenza in luoghi pubblici (cioè di tutti) di quel crocefisso che tanta sofferenza ha portato loro lungo la storia".
Sono pienamente d'accordo.

IL LAICISTA ha detto...

In effetti quella domanda è il succo del post, una domanda che secondo me non può trovare risposta.

essere disgustoso* ha detto...

no ragazzi, su queste cose no si scherza:
alle elementari, un giorno, tenemmo una lezione all'aperto. senza crocifisso.
il bilancio fu tragico: un morto, quattro feriti e sette di noi si diedero alla jihad.

ps
ti seguo da un po', complimenti per il sito e per quello che scrivi, nella forma e nel merito.

ed*

IL LAICISTA ha detto...

@ed
Attenzione, qualcuno potrebbe crederci ;-)

P.S.:
Ti ringrazio, sei troppo gentile.

rip ha detto...

figurati che il mio sindaco (sic) ha pure emesso un'ordinanza per multare le scuole che non lo espongono.
Ha fatto parlare di sè ma è passato come "leghista", in realtà è del pdl (immagino ci tenga a precisarlo)

IL LAICISTA ha detto...

@rip
Mah, voglio vedere se la Corte europea dovesse confermare la sentenza di qualche giorno fa, come faranno i nostri eroi a pretendere il pagamento della multa.
Credo che ci sarà da divertirsi, ma staremo a vedere.
Il guaio è che la stragrande maggioranza dei DS sono dei conformisti, se va bene...

LucaT. ha detto...

In una piazza dedicata ad un politico cleptomane tutti accorrono per assistere all'esecuzione di uno zingaro ladro: i cristiani difendono la loro identità, agitano il crocifisso e urlano : "A morte!"