03/lug/2009

Ecco, questi giudici non sono faziosi né comunisti.

Da LaStampa.it

di Luigi La Spina

Il giudice non va a cena con Richelieu

C’era una volta un magistrato francese. Si chiamava Pierre de Fermat ed era nato nel 1601. Si occupava di cause civili, banali questioni di diritti sulle acque. Le virtuose e rigide regole della Francia di quei tempi gli impedivano, nel tempo libero, di frequentare la società cittadina, perché il cardinale Richelieu voleva che i funzionari pubblici non potessero essere influenzati, nei loro giudizi, da amicizie e, persino, da semplici conoscenze. Ecco perché, la sera, restava a casa e, indossando, come il nostro Machiavelli, abiti adatti allo studio, si dedicava alla matematica.

Divenne, così, uno scienziato straordinario, scambiando anche corrispondenze con i «grandi» del suo tempo, da Cartesio a Pascal. Ma la sua larga fama resta legata al cosiddetto «ultimo teorema di Fermat», una dimostrazione che non poté scrivere, perché «non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina».

Peccato che i due rappresentanti della più alta magistratura del nostro Stato, la Corte Costituzionale, Luigi Mazzella e Paolo Napolitano, accusati di frequentare, la sera, presidenti del Consiglio e ministri, non abbiano seguito l’esempio del loro ben più umile collega del tribunale civile di Tolosa. Forse, avremmo due scienziati in più. Sicuramente, due giudici discussi in meno.

4 commenti:

Garbo ha detto...

Qualunque decisione possano prendere in merito alla costituzionalità del lodo Alfano sarà gravata dall'ombra del dubbio. Un giudice dev'essere al di sopra delle parti e lo stesso vale per un politico, se vogliono essere credibili.
Un caro saluto

gians ha detto...

Ricordi l'opinione di Dè Andrè sui giudici? ecco la mia è molto simile. ;)

Bastian Cuntrari ha detto...

... e noi non abbiamo neanche Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan: che sfiga!

Drugo ha detto...

Concordo pienamente con lo spirito del post, e quoto anche Bastian sui moschettieri :-)

Ciao!