Da Uaar.it
Cassazione assolve il giudice Tosti: “Questione del crocefisso nei luoghi pubblici va affrontata”
La sentenza della Cassazione (della quale danno notizia testate come Il Giornale e Il Resto del Carlino) sostiene infatti che si tratta di “una problematica di estrema delicatezza” e che va affrontata seriamente per definire se l’esposizione di un simbolo religioso sia in contrasto col principio della laicità dello stato, dato che la questione “ha una sostanziale dignità” ma non risultano fino ad ora “congruamente affrontate e risolte alcune tematiche di primario rilievo per la corretta soluzione del problema”. La Cassazione, pur criticando i toni con i quali il giudice Tosti ha sollevato la questione (”esasperati”, con “espressioni a volte paradossali”), fa notare che la circolare del ministero della Giustizia risalente al 1926 che impose durante il fascismo i crocefissi nei luoghi pubblici “appare un atto privo di fondamento normativo e quindi in contrasto con il principio di legalità dell’azione amministrativa” e “non più in linea con il principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della libertà di coscienza e di religione”. La Cassazione ammette inoltre che è necessario trovare “l’eventuale sussistenza di una effettiva interazione tra il significato” identitario “della presenza del crocefisso nelle aule di giustizia” e “la libertà di coscienza e di religione, intesa non solo in senso positivo, come tutela della fede professata dal credente, ma anche in senso negativo, come tutela del credente di diversa fede e del non credente che rifiuta di avere una fede”.








4 commenti:
Sostanzialmente, il simbolo di per se non mi da alcun fastidio, ciò che rappresenta, e la sua esposizione in locali pubblici e di stato, potrebbe essere visto come puro simbolo di ciò che è la nostra estrazione culturale a monito per le future generazioni. trovo sciocco impuntarsi verso la sua eliminazione, altrimenti seguendo questa logica, e per voler estremizzare, si dovrebbe mettere mano alla modifica di milioni di nomi di strade/piazze/città intitolate a santi o cristi e madonne. Si può essere laici, anche senza cancellare i simboli di una vecchia ma pur sempre cultura. Un caro saluto.
"potrebbe essere visto come puro simbolo di ciò che è la nostra estrazione culturale"
che facciamo con le persone che lo vedono al massimo come simbolo negativo ed esecrabile della nostra estrazione culturale se non peggio? ce ne freghiamo del loro diritto di confrontarsi con una giustizia "visivamente imparziale"? si devono sottomettere al desiderio della maggioranza, in barba all'articolo 3 della costituzione? vogliamo veramente far passare la menzogna che il crocefisso e' un simbolo laico?
ma poi mica e' solo nei tribunali: moltissime persone sono costrette a studiare, a votare, a ricevere assistenza medica, ad interagire con le amministrazione e ad amministrare o ricevere giustizia all'ombra di un crocefisso. e' una situazione intollerabile.
e non si tratta di simboli vecchi, stanno aumentando costantemente ad opera dei clericali, compaiono anche dove non c'erano mai stati, e sappiamo per esperienza che potrebbero finire anche sui soldi (lo sterco del demonio!), o che i bambini potrebbero essere costretti a sottomettersi verbalmente a dio ogni mattina! non stanno mettendo i crocefissi per questioni estetiche o perche ne sentono un bisogno personale, li stanno mettendo per creare oggi quella "cultura" con cui ti imporranno domani le loro leggi illiberali e il loro potere clericale. che e' quello che hanno sempre fatto (ad esempio con la distruzione dei templi pagani e la rinuncia all'iconoclastia) e che ci ha portato al disastro attuale.
dici che non si dovrebbe mettere mano a strade, piazze e nomi di citta, ma sono i clericali che stanno ancora oggi mettendoci mano! e le intitolazioni e le statue a santi e madonne stanno aumentando invece che calando, e non solo nel piccolo borgo di provincia governato da qualche leghista invasato, ma perfino il sindaco ateo di roma ha tentato di cambiare il nome della stazione termini, in barba all'estrazione culturale e alle tradizioni.
non accetto accuse di estremismo, inutilita, difficolta, o altre questioni irrilevanti. l'unico motivo per non battersi contro simili imposizioni clericali (si, anche contro le vie, piazze, scuole e ospedali intitolati a dittatori anti-italiani, illiberali e antidemocratici come pio X e i colleghi dell'epoca) e' costituito da questioni di opportunita: potrebbe essere mediaticamente controproducente, o magari ci sono battaglie piu importanti su cui concentrare gli sforzi. ma in realta stiamo regredendo pericolosamente su tutti i fronti della laicita, e quindi dobbiamo difenderci su tutti i fronti. e il giudice tosti ha agito da solo contro tutti (anche contro il parere di molti laicisti), e ha vinto una piccola ma importantissima battaglia di diritto e di civilta in una guerra che stiamo perdendo malamente. bisognerebbe fargli un monumento, altro che accusarlo di estremismo.
Anche tu a riposo? ;)
@ gians
Paradossalmente sarei d'accordo che, se il crocifisso fosse diffusamente accettato come retaggio storico culturale, in fondo potrebbe anche stare nelle aulee. Ma ciò dovrebbe valere in entrambi i versi, cioè le chiese dovrebbero professarlo come retaggio storico culturale. Accade questa cosa? Non mi pare.
Faccio un essempio: qualche tempo fa, forse un anno o poco più, dei ragazzi di scuola, che potremmo definire vandali, distrussero in malo modo il crocifisso. In seguito scattò subito l'accusa, oltre ad atti di vandalismo, di vilipendio alla religione (o blasfemia o qualcosa del genere). Ricapitollando: il corcifisso sta affisso per laici motivi storico culturali, ma se viene sfreggiato diventa un simbolo di fede?
No, così le cose non vanno.
Altro esempio. Ci fu una gran polemica, da parte delle stesse autorità, quando un museo espose un'opera con una caricatura del crociffiso. Anche lì le autorità eccelesiastiche (ma non solo) si batterono per rimarcare e ribadire che quello era un grave simbolo religioso, del tutto attuale.
Se fosse veramente un simbolo storico, allora io potrei far girare fumetti con ogni sorta di derisione del crocifisso in spirito puramente autodissacratorio della nostra società. Non mi pare però che le vignette con Gesù in croce nelle pose più improbabiili siano molto frequenti sui quotidiani nazionali.
Il crocifsso È un simbolo religioso del tutto attuale, per ammissione degli stessi signori di quella fede. Come si può sostenere allora che solo per aver varcato la soglia di un tribunale italiano, come d'incanto, si trasformi in un simbolo religiosamente neutro?
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