1-gen-2009

Il ritorno del "complotto giudaico"

Il progetto ebraico

di Ida Magli

ItalianiLiberi | 17/12/2008

Abbiamo aspettato inutilmente nei giorni scorsi che almeno qualcuno dei politici, in America, in Europa, in Italia, qualcuno dei Capi di Governo o dei Ministri dell’Economia denunciasse, facendone i nomi e destituendoli dalle cariche, gli operatori finanziari responsabili dell’immensa truffa messa in atto. Una truffa mai avvenuta in precedenza almeno in queste proporzioni e che ha provocato il crac delle più importanti Banche, il crollo delle Borse mondiali, la perdita dei propri investimenti e risparmi per coloro che glieli avevano affidati convinti che fossero degni della massima fiducia, e che adesso si trascina dietro il fallimento di innumerevoli grandi e piccole industrie. Sembra incredibile: cosa fa la magistratura? Mette in carcere, come al solito, chi ruba un etto di parmigiano al supermercato?

Per quel che ne so, una truffa è cosa diversa da una crisi economica. Sono state violate senz'altro alcune regole, ma non è detto che ciò si configuri necessariamente come reato. Per esempio, di norma le banche che vogliono compiere alcune operazioni finanziarie debbono avere un certo capitale, proprio per poter assorbire eventuali perdite. Ma da tempo le cose non andavano più così, perché fu approvata una decina d'anni fa dal Congresso americano, una legge che liberalizzava i prodotti derivati e che consentiva alle banche di investire in derivati anche con un capitale insufficiente. Nel 1999 fu poi approvata un'altra legge, il Bliley Act del 1999 che cancellava la separazione tra banche commerciali e banche finanziarie, cosa che oggi potrebbe sembrare forse un male, ma che allora permise la nascita di Google.

Questo non significa che non ci siano state (e, a quanto pare, ci sono state) delle violazioni delle norme, ma non sembra plausibile far risalire la responsabilità della crisi solo a dei casi di illegalità; del resto chi si intende di economia non mi pare dica ciò, le responsabilità paiono essere al contrario principalmente politiche . Chi scrive, come la Magli, non è un economista, ma una piccola ricerca su Google e qualche buona lettura, avrebbe certamente aiutato l'antropologa a non fare affermazioni molto discutibili.

E cosa facevano i vari Istituti di controllo e di valutazione, le Agenzie di rating, i Presidenti delle Banche Centrali, a cominciare da quella europea dal cui pulpito un ineffabile Trichet ogni giorno straparla del proprio dovere di tenere stretti i cordoni della borsa? Non si erano accorti di nulla? Dobbiamo per forza pensare che, o sono del tutto incapaci di fare il proprio mestiere, oppure che sono corresponsabili delle avventure criminose messe in atto. In ogni caso avrebbero dovuto essere rimossi e condannati. Invece, nulla. Silenzio assoluto. La Borsa è una istituzione “sacra” il cui andamento, anche quando è azzardato al massimo, non può in nessun modo essere oggetto di censure in quanto, secondo le norme che la guidano, è sufficiente che l’investitore sia a conoscenza del fatto che opera in zona “rischio”; più o meno come chi gioca alla roulette .

Ma non è affatto vero che la Borsa sia intoccabile e sacra, infatti quanto auspicato dalla Magli è già successo:

"Finalmente la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti sta per arrivare nelle aule dei tribunali. Il 19 giugno scorso, assumendo le proporzioni di una vera e propria retata su Wall Street, centinaia di persone sono state arrestate nel corso di un'operazione della polizia federale americana"

E’ fallito adesso anche il maggiore finanziere americano, Bernie Madoff, provocando un terribile terremoto in quanto gli avevano affidato le proprie ricchezze i più grandi capitalisti d’America. Ricchezze andate in fumo a causa della incredibile “catena di S. Antonio” messa in atto da Madoff con la vendita di prodotti finanziari inesistenti. In un particolareggiato articolo su questo argomento pubblicato nel suo sito (e che non possiamo riprodurre perché accessibile soltanto agli abbonati) il giornalista Maurizio Blondet ha messo l’accento sulla responsabilità di una particolare “visione del mondo” nelle attuali disavventure delle Banche e delle Borse, quella degli Ebrei. Di fatto sono quasi tutti ebrei gli operatori della finanza, compreso il Madoff e i capitalisti di cui sopra, e come è noto lo sono sempre stati anche quando le Borse e le Banche non esistevano, ed erano loro che prestavano soldi ad alto interesse ai poveri, piazzandosi con piccoli “banchetti” vicino ai mercati, mentre ai Re e Papi fornivano il denaro per le guerre e le conquiste in cambio di ipoteche su intere città.

Si comincia a comprendere il perché dell'antipatia della Magli per la Borsa e, soprattutto, perché citi come testimone delle sue tesi, tal Maurizio Blondet, noto antisemita.

Gli Ebrei non amano ricordarlo, ma uno dei motivi che ha contribuito alla formazione dell’immagine negativa che li ha accompagnati lungo lo scorrere della storia è stato proprio il loro arricchirsi attraverso il commercio di denaro. Del resto il primo Monte di Pietà è nato in Italia ad opera di S. Bernardino da Feltre con il preciso scopo di prestare denaro ai poveri senza richiedere “interesse”, per sottrarli all’usura dei banchi ebraici cui non erano in grado di far fronte e che spesso li faceva finire nella prigione prevista per i debitori insolventi.

Quanto sono perfidi questi giudei. Ma sul punto ha ben replicato Ventinove Settembre:

"Ma dai? Per un contratto non rispettato si viene puniti? Che ingiustizia! Peccato che se i principi del diritto venissero applicati alle banche finirebbero tutti in galera, visto che sono tutti in bancarotta. La Magli dovrebbe essere favorevole e non contraria. Comunque, come faceva notare Pirenne (Maometto e Carlomagno), il divieto dell'interesse è una delle cause del declino alto medievale dell'Occidente, e l'aver superato questa idiozia ha consentito il nostro sviluppo economico e quindi il nostro benessere. Senza interesse non è possibile la produzione capitalistica. Stampatevelo sulla maglietta."

Lo Statuto dei Monti di Pietà era un modello di tutela giuridica per coloro che vi si rivolgevano tanto da vietare espressamente che fossero accettati “in pegno” gli strumenti di lavoro (erano quasi tutti contadini e artigiani i lavoratori del tempo) e qualsiasi oggetto necessario alla vita quotidiana.Perché ci si trova oggi a dover precisare l’identità ebraica dei manipolatori della finanza mondiale? Perché esiste appunto una “visione del mondo” che li guida, un progetto di vita sul quale si fondano i dogmi che tutti noi, non ebrei, siamo stati obbligati a condividere dalla fine della seconda guerra mondiale: il primato dell’Economia nella struttura della società, il Mercato come massimo e quasi unico valore (non dimentichiamoci che anche Marx era ebreo). In realtà il “progetto” ebraico riguarda gli “altri”, tutti gli “altri” perché gli Ebrei per quanto riguarda sé stessi hanno sempre messo al primo posto la propria identità come “Popolo” e non si sono dati pace fino a quando non hanno ottenuto, con Israele, il proprio territorio, la propria patria, il proprio Stato. Ma agli altri popoli questo è negato. L’Europa del nazismo, del fascismo, della persecuzione razzista doveva pagare, o meglio non aveva diritto a sopravvivere se non cancellando la sua storia, la sua identità, i suoi sentimenti, i suoi valori, perfino la sua configurazione geografica, per abbracciare totalmente il modello ebraico. E’ così che è nata l’Unione Europea: eliminando la vecchia Europa. L’Unione Europea, perciò, è stata fondata sul “progetto ebraico”: il Mercato come unico legame fra i popoli e fra le Nazioni; la Moneta come cemento per la unificazione. Non si è parlato di altro dalla firma del Trattato di Maastricht in poi; tutto quello che è stato deciso dai governanti e messo in atto aveva come suo unico scopo l’incremento del Mercato, la libertà assoluta del Mercato, l’abbattimento di ogni frontiera, di ogni ostacolo al Mercato, sventrando montagne e spianando vie per “ l’alta velocità”, in una frenesia parossistica per giungere a realizzare il massimo sogno: una Europa-Mercato. Il prototipo utopistico, non più di una Città del Sole, ma di un Continente del Sole-Mercato.

Sciocchezze antisemite che non mi andrebbe nemmeno di commentare. La Magli immagina un'Europa Vestale del liberismo (ma quando?), e paventa un dominio della visione ebraica del mondo che minerebbe alla radice l'identità europea. Nulla di nuovo, son le vecchie accuse, con qualche cambiamento dovuto al passare del tempo, divulgate per decenni dall'autorevolissima e diffusissima rivista "La Civiltà cattolica", fino all'arrivo della soluzione finale dei nazisti. Manca solo l'accusa di omicidio rituale dei bambini cristiani, e torniamo in pieno 1938.

Adesso, però, il crollo delle Borse, la crisi dell’economia, segnala il fallimento del progetto prima ancora che fosse completato. Non sembra che i governanti si siano fermati neanche un momento a riflettere se non fosse il caso di cambiare direzione, anzi. Invitano a consumare, consumare in funzione del circolo perverso del Mercato che alimenta se stesso, e si affrettano a conformare il territorio dell’Europa a inestricabile intrico di vie di comunicazione. Ma tocca ai cittadini resistere. Troppe volte nella storia si è ceduto alla volontà di governanti accecati dai propri insani disegni. L’Italia, l’Europa, non sono fatte per scambiare merci, per vivere di mercati. Già da molti anni sono state spinte al silenzio le intelligenze creative, affogate nell’arido mare del commercio. Non è questo che possiamo e dobbiamo dare al mondo. Il fallimento dei grandi finanzieri ci invita a liberarcene.

Professoressa cara, si vergogni!

Ida Magli

Roma, 17 Dicembre 2008

7 commenti:

ilMaLe ha detto...

L'antisemitismo sembra proprio un cancro destinato a non morire mai. Ma io mi chiedo perchè c'è ancora oggi, e pure in ambienti distanti dal fanatismo religioso o ideologico. Perchè esponenti della borghesia occidentale partono con crociate contro gli ebrei e il loro "sedicente" potere occulto?
Non capisco.

Anonimo ha detto...

L'antisemitismo resta solo un dito. Armato di patriot e tomahawk, niente da dire, ma comunque un dito per nascondere il fatto che la mentalità israelo-sionista è ciò di più nazista che ci sia.
fatti un giro da me. www.molotovcocktail.ilcannocchiale.it

gians ha detto...

si vede che alla "mitologia dell'ebreo errante" la signora magli crede sul serio. ogni volta che qualcuno faziosamente parla del popolo ebraico, evita di parlare delle loro università e del fatto che da quelle ne vengano fuori delle persone con una formazione che rasenta la perfezione. le loro capacità, non solo in economia sono dovute a questo. laicista, certo che hai iniziato l'anno di buona lena.

IL LAICISTA ha detto...

@ilMale
Secoli e secoli di antigiudaismo cattolico forse spiegano qualcosa.

@Anonimo
Fatto.

@gians
Molto giusto quel che hai detto, almeno per quanto ne so.

vulvia ha detto...

Complimenti per il post d'apertura d'anno. Auguri! :-)

Mauro Milani ha detto...

Hai vinto un nuovo premio Dardos!

gians ha detto...

per quello che sai, mi pare un complimento.