Riprendo da Inyqua, un bell'articolo di Iuri Maria Prado e un bellissimo post di Oggettivista.
14-nov-2008
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Riprendo da Inyqua, un bell'articolo di Iuri Maria Prado e un bellissimo post di Oggettivista.
“Un vero cattolico non ha domestici ebrei, o balie ebree, non accetta maestri ebrei. La Chiesa fa di tutto per impedire matrimoni tra ebrei e cattolici”.
“Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Gesù Cristo, che sono nella Giudea, perché avete sofferto anche voi da parte dei vostri connazionali come loro da parte dei Giudei, 15i quali hanno perfino messo a morte il Signore Gesù e i profeti e hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini, 16impedendo a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma ormai l’ira è arrivata al colmo sul loro capo.”
La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato.
"I Cattolici non possono sostenere questa opinione erronea, funesta per la salvezza delle anime: la libertà di coscienza e di culto è un diritto proprio di ogni uomo. Questo diritto deve essere proclamato e garantito dalla legge in ogni società ben organizzata. I cittadini hanno il diritto alla piena libertà di manifestare ad alta voce e pubblicamente le proprie opinioni qualunque esse siano , con la parola, la stampa o qualunque altro mezzo senza che l'autorità civile o ecclesiastica possa imporre un limite ."
Nella religione l'uomo opera una frattura nel proprio essere, scinde sé da sé stesso ponendo di fronte a sé Dio come un essere antitetico. Nulla è Dio di ciò che è l'uomo, nulla è l'uomo di ciò che è Dio. Dio è l'essere infinito, l'uomo l'essere finito, Dio perfetto, l'uomo imperfetto; Dio eterno, l'uomo perituro; Dio onnipotente, l'uomo impotente; Dio santo, l'uomo peccatore. Dio e l'uomo sono due estremi: Dio il polo positivo, assomma in sé tutto ciò che è reale, l'uomo il polo negativo, tutto ciò che è nullo.
Con la fede la religione si pone in contrapposizione con la morale [...] con l'amore invece cerca di ristabilire l'accordo. La fede isola Dio, fa di lui un essere particolare, un essere diverso; l'amore generalizza, fa di Dio un essere universale, il cui amore si identifica con l'amore per l'uomo. La fede pone in intima discordia l'uomo con sé stesso, e di conseguenza anche con gli altri uomini; l'amore invece sana le ferite che la fede apre nel cuore dell'uomo. La fede si erige a legge, l'amore invece è libertà; non condanna neppure l'ateo, perché egli stesso è ateo..
“La ideologia del laicismo nega alle autorità ecclesiastiche il diritto di mettere legalmente al servizio delle loro ideologie le autorità secolari. Le autorità ecclesiastiche hanno il diritto di consigliare i fedeli, e magari di condannarli al fuoco eterno, ma nell’altra vita. Se avessero la facoltà di imporre giuridicamente a fedeli e non fedeli i loro consigli e le loro condanne in questa vita, i loro consigli diventerebbero leggi. I peccati diventerebbero delitti. Il laicismo – inteso in questo senso, e non so in quale altro senso si possa intendere – è la secolarizzazione delle istituzioni pubbliche”
«La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro»
Se un Dio avesse creato questo mondo, io non vorrei essere Dio, perché il dolore del mondo mi strazierebbe l'animo.
Ma nessuna persona o gruppo di persone è autorizzata a dire a un'altra persona matura che per il suo bene non può fare della sua vita quel che sceglie di fare.
“La democrazia sfida la religione perché si fonda sulla libertà di coscienza e sul principio di maggioranza. La religione, a sua volta, sfida la democrazia perché si fonda sulla verità che non dipende né dalla coscienza né dalla volontà della maggioranza” [...] “cattolicesimo e democrazia sono compatibili?”
Pertanto invitiamo l'uomo Galilei Galileo ad abbandonare l'opinione che [...] il sole sia nel centro del mondo e immobile e la terra si muova e di non tenerla, insegnarla o difenderla con parola o con gli scritti, in qualsiasi modo, d'ora in poi; in caso contrario si procederà contro di lui nel Sant'Uffizio.
"Io credo in un’America in cui la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta e in cui nessun prelato cattolico possa insegnare al Presidente (qualora questi sia cattolico) quel che deve fare, e in cui nessun pastore protestante possa imporre ai suoi parrocchiani per chi votare; un’America in cui a nessuna Chiesa o scuola di carattere confessionale siano concesse sovvenzioni tratte dal pubblico denaro oppure preferenze politiche, e in cui a nessuno sia impedito di accedere a un pubblico ufficio, solo perché la sua religione differisce da quella del Presidente in grado di nominarlo o del pubblico in grado di eleggervelo.
Io credo in un’America che ufficialmente non sia cattolica né protestante né ebraica; in cui nessun pubblico ufficiale richieda o accetti istruzioni sulla politica da seguire vuoi dal Papa, vuoi dal Concilio nazionale delle Chiese, vuoi da altre fonti ecclesiastiche; un’America in cui nessun organismo confessionale cerchi di imporre, direttamente o indirettamente, la propria volontà al popolo in generale ovvero alle iniziative dei pubblici funzionari, e in cui la libertà di religione sia una e indivisibile, talché ogni azione contro una delle Chiese sia considerata attentato contro la nazione nel suo complesso. (...)"
...il cristianesimo fu la prima religione a rivendicare una universalità soprannaturale e a rifiutare nello stesso tempo alle altre religioni il diritto di esistere. In quanto tale, esso era costretto a negare la natura divina dei re pagani, ma fu pronto ad attribuire diritti divini ai re cristiani. Il cristianesimo non si limitò a escludere il non credente; escludeva anche il credente che credeva in modo sbagliato. L'eresia fu il principio di discriminazione che doveva essere accettato dai re cristiani. Così la religone cominciò a essere considerata apertamente come un principio regolatore della vita politica: un distacco dalla millenaria tradizione greca e romana.
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