22/gen/2008

Un clericalismo senza argini.

Vi consiglio la lettura di due post molto interessanti, uno di Farbistol e l'altro di Galatea, post che fanno pensare, almeno al sottoscritto.

Scrive Fabristol: Possibile che la gente venda la propria liberta', la propria coscienza, il proprio corpo ad altri senza che questo desti alcun motto di sdegno o critica?

Sì, è possibile, eccome, secondo me: basta avere “panem e circenses” e della libertà possiamo fare tranquillamente a meno, come è dimostrato dal consenso che il fascismo ha avuto durante il ventennio, o dal sostegno di cui godette il dittatore iracheno Saddam Hussein, per fare solo due esempi.

E' difficile credere che avremmo mai delle manifestazioni di popolo in difesa della laicità, né c'è da aspettarsi chissà quale reazione popolare per una eventuale e graduale scomparsa della libertà di pensiero o di parola. Non è il caso di illudersi.


Come scrisse infatti, Prezzolini: <<...l'italiano non è un popolo liberale. L'Italia ha avuto una aristocrazia liberale, che è stata la Destra storica; ma il popolo non ha mai apprezzato la libertà. La mia tesi fondamentale è che il popolo italiano non appartiene a quella categoria di popoli che hanno lottato per la libertà. Ha lottato per l'indipendenza dallo straniero, ma non per la libertà>>

<<...bisogna dire che la libertà è un grande ideale aristocratico. Le masse non sentono il bisogno della libertà; sentono il bisogno del cibo. Combattono talvolta per l'indipendenza; molto raramente per la libertà. Alla libertà, che comporta rischio, responsabilità, fatica, preferiscono la sicurezza. Non a caso il liberalismo ha così pochi sostenitori in Italia e nel mondo...>>

Il guaio è che la democrazia liberale presuppone dei valori che non possono essere imposti per legge (sarebbe del resto inutile pretendere di imporre l'amore per la libertà, oltre che paradossale), ma senza di essi, senza quei valori, è destinata a tramontare.


E di questo tramonto, qualche sintomo si nota: si è cominciato con il cambiare il senso e la connotazione di concetti come quello di “laicità”, tramutandolo nel suo contrario, al punto che l'appellativo di “laico” non lo si nega più a nessuno, nemmeno al papa, è “laico” pure lui. Un operazione mistificatoria dai chiari intenti clericali.

Recentemente poi, Galileo è stato fatto passare per uno scienziato irragionevole e ostinato, che ha costretto la Chiesa a prendere i suoi giusti e comprensibili provvedimenti. Si è voluto riscrivere la storia in pochi minuti, ad uso e consumo dei telespettatori del Tg2, con buona pace della imparzialità dell'informazione, del rispetto dei fatti e della tanto invocata Verità.

Per finire, Galatea ci racconta che Casini Ieri sera, da Fazio, [...]ha alzato la voce. Ad un Fazio che, educatamente, sosteneva (osava sostenere, eh?) che lo Stato, in quanto arbitro, dovrebbe essere laico per garantire almeno l’equidistanza fra le possibili e varie confessioni religiose, il bel Pierferdy replicava quasi urlando che non si poteva considerare i cattolici alla pari degli altri, in Italia. Mica per una questione di religione, no; per una questione di cultura: la grande tradizione cattolica e cristiana è la radice della cultura italiana, quindi è ovvio – ovvio per Casini, ma, va da sé, deve essere lampante per tutti – che i cattolici sono qualcosa di più: se tutti sono uguali davanti alla Legge, i cattolici, insomma, sono più uguali degli altri.


Da noi, ormai, si cambiano i significati dei termini, si riscrive la storia, e si decreta urbi et orbi, che “tutti i cittadini sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”, come nella Fattoria degli animali di Orwell, metafora satirica del regime comunista sovietico.

Per questioni di cultura (non di religione, che la Costituzione lo vieterebbe, si crede furbo il Casini...) le persone dovrebbero essere diverse di fronte alla legge, e nei diritti, in ossequio a delle presunte e monolitiche radici cristiane (ma, per dire, i valdesi, cosa sono...) come se un orientamento culturale possa giustificare una prassi discriminatoria nei confronti delle minoranze, un'assurdità bella e buona.

Dei valdesi, che hanno anche loro, secoli di storia, che ne facciamo? E degli ebrei, che sono in Italia ben prima dei cristiani, che dire? Perché dovremmo considerare le tradizioni degli uni, a danno delle tradizioni degli altri? Che facciamo, in Piemonte comandano i valdesi e nel Ghetto di Roma, gli ebrei?


In realtà, Casini sembra voler rispolverare la distinzione fascista tra religione di Stato e culti ammessi, distinzione che risale ai bei tempi andati, quando c'era l'alleanza tra il manganello e l'aspersorio. Al manganello si è sostituita la televisione, con trasmissioni e Tg ormai da regime, con tanto di propaganda clericale al posto di quella fascista, nella quale, come il Duce, il papa ha sempre ragione, e le minoranze scompaiono.


Uno Stato democratico, invece, al di là delle divergenze ideologiche, deve attendersi dai cittadini reciproco rispetto, in quanto membri di una comunità politica in cui tutti hanno pari diritti e pari dignità.

Habermas, come tutti i clericali sanno, non è certo un “laicista”, eppure non si sognerebbe nemmeno in sogno di fare affermazioni da analfabeta della democrazia, quale certamente è il nostro poco onorevole Casini. Scrive infatti Habermas: “...nello Stato ideologicamente neutrale è lecito considerare legittime soltanto quelle decisioni politiche che possono venire imparzialmente giustificate alla luce di ragioni universalmente accessibili, dunque in pari misura agli occhi dei cittadini religiosi, non religiosi e di altre fedi. Altrimenti il potere esercitato non sarebbe altro che un imposizione di una parte a danno di un'altra. In questo senso ogni cittadino è tenuto a fornire ragioni per evitare che il potere mantenga il suo carattere repressivo. Ed è per questo motivo che l'uso pubblico di ragioni private, deve sottostare alla “riserva di traduzione”” (Tra scienza e fede)
Dal linguaggio della fede a quello universale della ragione, per intenderci.


Se i cittadini di uno Stato (presunto) democratico, non riescono o non vogliono accettare “l'altro”, il diverso per idee e valori; se non riescono o non vogliono considerarlo uguale nei diritti, seppure estraneo al loro sentire; se non sono intimamente convinti del diritto di tutti all'eresia, se non c'è insomma tolleranza e diritto eguale, quello Stato è destinato a tramutarsi nel suo contrario: in uno Stato totalitario.


P.S.:

Regaliamoci qualche sorriso, che fa bene alla salute, vi consiglio perciò la lettura di questo divertente post. :))


11 commenti:

Anellidifumo ha detto...

Mi devo vedere Casini da Fazio su Internet.

rip ha detto...

Continuiamo così, facciamoci del male (cit.)

Anonimo ha detto...

<<...bisogna dire che la libertà è un grande ideale aristocratico. Le masse non sentono il bisogno della libertà; sentono il bisogno del cibo. Combattono talvolta per l'indipendenza; molto raramente per la libertà. Alla libertà, che comporta rischio, responsabilità, fatica, preferiscono la sicurezza. Non a caso il liberalismo ha così pochi sostenitori in Italia e nel mondo...>>

e' proprio vero, le masse oggi hanno bisogno di cibo (lavoro, economia stabile, sicurezza, indipendenza economica ecc.) della liberta' forse ne avranno bisogno dopo, quando i loro problemi e la loro stabilità economica sarà appagata, e con questo governo si è avuto tutto il contrario di quello che avevate prevvisto, ricordatevi che il popolo italiano più diventerà povero, più si appoggerà alla chiesa. Avevate l'opportunità con questo governo di far diminuire i fedeli cattolici in quanto questo papa non era tanto amato come Wotila, invece il tanto laico csn si è prostratto ai voleri clericali. Quando c'era il governo di cds la chiesa se ne stava un po' in disparte, ora invece fa le crociate. Pensateci, più li attacate e più ne uscirete sconfitti, sono sicura che se tornerà al governo il cds con qualche libertario (vedi Capezzone), la Chiesa si placherà, e se ne starà un po' in disparte....Ora il popolo ha bisogno di sicurezza e stabilità, quando avrà tutto ciò allora penseà al divorzio, all'aborto, all'eutanasia e alla libertà. Liberalcristiana

Sgembo ha detto...

davvero un grande post.

Però è curioso, a quasi tutti i laici è rimasto impresso Casini, a quasi tutti i cattolici Veronesi :-)

(se ho capito bene era la stessa puntata, io Fazio non lo vedo mai)

ILLAICISTA ha detto...

@Anellidifumo
Su youtube non ho trovato nulla, peccato.

@Rip
Se è per questo, puoi stare tranquillo, continueremo a farci del male, molto allegramente.

@Anonima
Su quel che dici ho una mia convinzione, questa: non è che quando la gente avrà la pancia piena penserà alla libertà e a tutto il resto, quasi nessuno oggi fa la fame davvero. Le statistiche che ci propinano non mi pare tengano conto dell'evasione fiscale, che rende praticamente inattendibili quei dati.
Qualche anno fa conobbi un disoccupato con tre persone alle sue dipendenze...

Secondo me nei cicli economici sfavorevoli, specialmente se durano a lungo, finiscono per prevalere nella popolazione insicurezze e paure, che possono anche avere poco a che fare con i dati reali, vedi il caso della emergenza criminalità.

In un clima del genere il futuro fa paura e ogni cambiamento, ogni novità, crea timori anche eccessivi, e come ogni buon psicologo sa, di fronte a difficoltà apparentemente insuperabili, gli individui tendono a tornare agli schemi e alle strategie del passato. Si comincia a pensare che tutto quel che appartiene ai tempi che furono, sia migliore del presente, anche difronte ad evidenze contrarie.
Si ritorna ai maghi, alle religioni, al bisogno di capi supremi e di eroi, alle tradizioni di un tempo. Nell'incertezza, meglio rifarsi a ciò che è stato "collaudato" nel passato, meglio il caldo abbraccio delle illusioni, che la dura e disincantata fatica della ragione.

In attesa di tempi migliori, meglio denunciare quel che ci appare pericoloso, che mettere la testa sotto la terra, come gli struzzi.

@Sgembo
Grazie, sei troppo gentile. :)

Forse non è poi così strano che si rimanga colpiti da chi difende opinioni diverse dalle nostre, anzi, a me sembra un segno positivo.

Io Fazio lo vedo, ma quella puntata lì, me la sono persa.

sam ha detto...

con mio piacere ti inserisco tra i miei link e i miei preferiti. mi sarà utile confrontarmi con te.
Sam

lodes ha detto...

Anche noi abbiamo aperto un blog dove il tema della laicità è centrale. Ti inserisco volentieri nei link e spero di avviare un confronto.
Enzo.
http://selvaticoblog.go.ilcannocchiale.it/

ILLAICISTA ha detto...

@sam @lodes
Grazie ragazzi, anch'io ho linkato il vostro blog. :)

Gohan ha detto...

"E' difficile credere che avremmo mai delle manifestazioni di popolo in difesa della laicità"

Triste ma vero.
Se penso che in Turchia sono scese in piazza oltre due milioni (ripeto,due milioni!) di persone per affermare con forza che la laicità dello Stato non si tocca mentre qui in Italia all'orgoglio laico hanno partecipato 20.000 persone scarse mentre in contemporanea il Family Day ha registrato mezzo milione di presenze non posso non provare un enorme sconforto...

Gohan ha detto...

<<...l'italiano non è un popolo liberale. L'Italia ha avuto una aristocrazia liberale, che è stata la Destra storica; ma il popolo non ha mai apprezzato la libertà. La mia tesi fondamentale è che il popolo italiano non appartiene a quella categoria di popoli che hanno lottato per la libertà. Ha lottato per l'indipendenza dallo straniero, ma non per la libertà>>

<<...bisogna dire che la libertà è un grande ideale aristocratico. Le masse non sentono il bisogno della libertà; sentono il bisogno del cibo. Combattono talvolta per l'indipendenza; molto raramente per la libertà. Alla libertà, che comporta rischio, responsabilità, fatica, preferiscono la sicurezza. Non a caso il liberalismo ha così pochi sostenitori in Italia e nel mondo...>>

L'analisi di Prezzolini è perfetta.

fioredicampo ha detto...

C’è un premio per te sul mio blog :-)
Un abbraccio.